Il blog degli amici delle Edizioni Spartaco e della Libreria Spartaco-Interno4
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Blog aperto a tutti gli amici delle Edizioni Spartaco e della Libreria Spartaco-Interno4 di Santa Maria Capua Vetere. Uno spazio libero per parlare di libri, cultura, spettacoli, attualità, politica. Un solido approdo per la "comunità galleggiante" degli spartachini.
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"Le scampanate sono state a lungo la denuncia di uno scandalo: un’arma simbolica per mostrare dei comportamenti incoerenti da parte di qualcuno. Per dirla con gli antropologi, l’ordine consueto è stato violato, e un disordine ritualizzato ne ripristina gli equilibri. La gioventù di una comunità fa un gran fracasso con stoviglie e strumenti musicali usati in modo disarmonico, in particolare nella notte, e canta versi di derisione all’indirizzo di chi ha violato determinate regole sociali, per attirare l’attenzione pubblica e rendere corale la condanna di un atto ritenuto sbagliato. Lo si fa soprattutto nelle trasgressioni di carattere sessuale o matrimoniale; ma non sono rare scampanate che assumano aspetti politici. L’interesse storico di un simile fenomeno è evidente: c’è una codificazione popolare di cosa sia moralmente corretto o no, con vari interventi che affidano alla locale compagnia dei giovani celibi il ruolo di una specie di gogna popolare. Poi, dal XIX secolo, il rituale ha iniziato a esprimere con crescente evidenza la politicizzazione di molte comunità locali".
È uno stralcio dell'intervista rilasciata da Marco Fincardi (autore del libro Derisioni notturne. Racconti di serenate alla rovescia per le Edizioni Spartaco) a Matteo Sanfilippo sul tema delle scampanate (o serenate alla rovescia), "un fenomeno studiato dalla storiografia francese, inglese e canadese, ma relegato ai margini del dibattito italiano". L'intervista è pubblicata sul sito http://www.iperstoria.it/ (vedi il link all'intervista completa). Fincardi insegna Storia dell'Europa contemporanea e Storia delle culture popolari all'Università di Venezia.
“Non mi vergogno di essere stata violentata, non mi vergogno di essere madre di figli che hanno subito abusi a loro volta. La mia esperienza oggi è sotto gli occhi di tutti ed è a disposizione di tutti: sono riuscita a “riprendermi” la mia vita, anche gli altri dovrebbero poterlo fare”. Bella, è bella: capelli lunghi, occhi profondi, sorriso ammaliante. Eppure, nonostante la ridondanza del suo cognome, Veronica De Laurentiis è una donna semplice nella sua pur naturale ricercatezza. La foto sulla copertina del libro autobiografico “Rivoglio la mia vita” (edizioni e/o) le rende giustizia solo in parte: la serena dolcezza del suo sguardo diventa magica attrazione quando la si conosce di persona. E lei si offre alla gente sorridendo, cercando un contatto più profondo con chi l’avvicina per scambiare opinioni sul libro o anche solo per avere un autografo. “Sei immensa” le sussurra un ragazzo in un orecchio. E lei: “Tu sei così, vedi in me ciò che hai in te”. Come una “presenza” rassicurante e un’energia “positiva” che l’avvolge, la figura della madre, Silvana Mangano, torna e ritorna nei suoi discorsi: una pietra miliare per Veronica, sia quando l’attrice era in vita che dopo la sua morte. La scrittrice parla dei genitori, dell’infanzia timida e dorata, delle esperienze forti e drammatiche di donna e di madre, sollevando – come testimonia il suo libro – tutto il velo d’ipocrisia che troppo spesso circonda il mondo del cinema e del successo: “Sembra un mondo perfetto, non lo è. Lo dico soprattutto ai ragazzi, che si lasciano affascinare dalla sfavillante apparenza del jet-set”.
Infine – com’è consuetudine nella libreria Spartaco – il “botta e risposta” sui libri. Ecco gusti e abitudini di Veronica De Laurentiis:
• Primo libro letto: “Anna Karenina” di Lev Tolstoj
• Libro preferito di sempre: “Siddharta” di Hermann Hesse e “L’alchimista” di Paolo Coelho
• Autori preferiti in narrativa: Hermann Hesse e Paolo Coelho
• Poeta preferito: W. H. Auden
• Commediografo o drammaturgo preferito: William Shakespeare
• Libro che avrebbe voluto scrivere: Siddharta di Hermann Hesse
• In che modo sceglie i libri da leggere? Sono i libri che scelgono me, non viceversa
• Dove e quando legge abitualmente: a letto
Considerazioni a margine della presentazione del libro "Rivoglio la mia vita"
di Veronica De Laurentiis (edizioni e/o) alla Libreria Spartaco-Interno4 di Santa Maria Capua Vetere (19 luglio 2007)
Ovunque siate, chiunque siate,
c'è un bastardo che vi rende la vita impossibile.
Politico, ecclesiastico, militare, sbirro, padrone, promotore,
funzionario, doganiere, caporeparto, capetto, usciere,
controllore, burocrate, bancario, etc. (lista non esaustiva).
Ammazzatelo.
Attuerete un atto di salubrità pubblica.
Al contempo realizzerete un'opera d'arte di altissimo livello.
La campagna AMMAZZA UN BASTARDO!
vi offre anche la possibilità di soddisfare il vostro altruismo.
Uccidendo chi vi dà fastidio, uccidete pure chi infastidisce gli altri.
Siate moderni. AMMAZZATE UN BASTARDO!
Siate alla moda. AMMAZZATE UN BASTARDO!
La vita è breve. AMMAZZATE UN BASTARDO!
Pensate agli altri. AMMAZZATE UN BASTARDO!
Divertitevi. AMMAZZATE UN BASTARDO!
N.B.: Se le vostre intime convinzioni vi vietano di togliere la vita a qualche animale, per quanto nocivo, vi invitiamo a compiere lo stesso gesto in modo simbolico, ad esempio distruggendo un monumento alla gloria di uno o più noti bastardi, o ancora un'opera d'arte disgustosa a vostra scelta.
Per evitare ogni confusione con comuni fatti di cronaca, fate una croce qui sotto per ogni bastardo abbattuto.
Da Ammazza un bastardo! di Colonel Durruti, traduzione di Alessandro Bresolin
(Edizioni Spartaco, 2007)
Un libro dal contenuto "sovversivo", "destabilizzante"? Sì, se si riesce a cogliere la provocazione di un invito a cambiare le cose. A partire da noi stessi. Prima di tutto, uccidiamo il bastardo che è in noi.
Disponibile nelle librerie italiane dal 18 luglio 2007.
La scrittrice Marie-Célie Agnant firma copie del suo romanzo "Il libro di Emma" durante il tour promozionale in Italia (libreria Irnerio, Bologna, 2 luglio 2007).