Il blog degli amici delle Edizioni Spartaco e della Libreria Spartaco-Interno4
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Blog aperto a tutti gli amici delle Edizioni Spartaco e della Libreria Spartaco-Interno4 di Santa Maria Capua Vetere. Uno spazio libero per parlare di libri, cultura, spettacoli, attualità, politica. Un solido approdo per la "comunità galleggiante" degli spartachini.
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Il testo è in tipografia. Non è stato facile licenziare le bozze del libro “C’era una donna nel mezzo del destino”. La prima volta che l’ho letto ero alla ricerca di refusi: capitolo dopo capitolo, ho perso il filo della trama; ho pensato che ci fosse un abisso tra il mondo di Suleiman Cassamo e il mio. La seconda volta che l’ho letto m’interessava la scorrevolezza del testo: filava, sì, la forma filava, ma ancora non capivo, non riuscivo a riconoscere i personaggi, che mi sembravano apparire per caso e fuori contesto. Così, la terza volta che ho affrontato il libro, ho provato a coglierne la coerenza, analizzando le parole, soffermandomi riga per riga, annotando a margine nomi e situazioni: niente da fare. Il fatto è che un romanzo così non si legge, ma si fa leggere. Per poterne comprendere il contenuto, per andare fino in fondo, per conoscere la realtà che attraversa, si fallisce nel tentativo di riconoscere la propria.
È la differenza che c’è tra i percorsi turistici e quelli frequentati abitualmente da chi è del posto. Certo, quando ti trovi all’estero e non parli bene un’altra lingua, magari sei stanco, stufo dopo qualche giorno di mangiare cibi dove ricorre una spezia, sempre quella, come in Italia aglio, cipolla, prezzemolo e basilico, beh, trovare l’insegna rassicurante di un globalissimo MacDonald ti fa tirare un sospiro di sollievo: sai che masticherai schifezze, ma sai per certo di quali schifezze si tratta.
E il mio errore grossolano è stato quello di cercare un MacDonald in mezzo alla giungla, in Africa. Eppure il titolo lo dice chiaro: c’era una donna nel mezzo del destino, non un fast-food.
Così, ho preso la stampa definitiva poco prima che le bozze fossero inviate in tipografia e stavolta – visto che il lavoro era terminato – ho ceduto al piacere di una lettura libera. E’ stato come svoltare in un vicolo che non è neppure segnato sulla cartina: lì, tra immagini di sogno e verità, è cominciata l’avventura.
(da "Vita di redazione", sezione del sito www.edizionispartaco.it)