Il blog degli amici delle Edizioni Spartaco e della Libreria Spartaco-Interno4

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Utente: spartacolibri
Blog aperto a tutti gli amici delle Edizioni Spartaco e della Libreria Spartaco-Interno4 di Santa Maria Capua Vetere. Uno spazio libero per parlare di libri, cultura, spettacoli, attualità, politica. Un solido approdo per la "comunità galleggiante" degli spartachini.

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mercoledì, 30 gennaio 2008
Euridice spartachista?

di Stefano Di Lauro

Euridice spartachista? È quel che pensavo sulla via del ritorno, dopo la presentazione del romanzo ÒperÉ a Caserta nell’accogliente  “soggiorno” di Tiziana, Giovanni e Ugo. Con la comunità degli spartachini, manco a dirlo, c’è stata immediata empatia.

Col senno di poi, confesso che mi sarebbe piaciuto parlare del mio libro partendo da un gioco di parole e di considerazioni intorno a “Spartaco”, per approdare al gesto involontariamente “spartachista” di Euridice, la protagonista femminile del romanzo. La quale, pur essendo una creatura virtuale d’un Sistema virtuale (abita infatti in un videogame che si chiama Back to life), per lavoro inventa videogames. Euridice è la donna di punta del settore enterteinement d’una potente multinazionale, e i suoi richiestissimi videogiochi rappresentano una parte cospicua del bilancio dell’azienda.

Siamo in un “futuro” (neanche troppo remoto, anzi, per molti versi drammaticamente sovrapponibile al presente) dominato dall’oligarchia di potentati economici. Dove l’efficienza del  Sistema è basata sull’efficienza dei suoi consumatori. San Baudrillard diceva che il consumatore è un lavoratore che non sa di lavorare. Dunque lavora due volte, la prima per guadagnare e la seconda per rifornirsi con acribia d’inutile. Un bel giorno (ovvero ogni qual volta un giocatore gioca a Back to life, assumendo il ruolo e il nick di Orfeo) Euridice e Orfeo si incontrano: l’occhio e l’orecchio. Lei, donna dell’immagine, lui, per antonomasia, uomo dell’ascolto. Vuoi per l’influsso dell’omen del nomen, vuoi perché la trama ha da compiersi, Euridice inventa un nuovo, prodigioso svago per gli abitanti del Sistema: si chiama Undercover, ed è un audiogioco, tutto completamente basato sull’ascolto dei suoni del corpo. L’audiogioco ha un successo senza precedenti. I cittadini-consumatori riscoprono di possedere un senso, quello dell’udito, sul quale nidifica rapidamente una nuova percezione di se stessi e un sostanziale ripensamento di ciò che è realmente necessario. La riscoperta dell’ascolto, del corpo, dell’organico, insomma del naturale, induce progressivamente una mutazione dello stile di vita che ha immediate ripercussioni sul Sistema. Il successo commerciale di Undercover determina infatti una netta flessione di altri consumi voluttuari, sì da mettere a repentaglio la stabilità economica del pianeta. Undercover è ritirato dal mercato con un pretesto, ed Euridice, diventata ormai scomoda, è eliminata da un sicario governativo. La storia procede con la discesa di Orfeo nell’Underground, novello Averno, per implorare la restituzione-resurrezione dell’amata con la quale non dovrà interagire nel viaggio di risalita…

Ma, galleggiando con la macchina nelle caligini irpine, pensavo se una pacifica disobbedienza consumistica potesse o meno fregiarsi del nome di guerra servile (scontata la disfatta finale).

www.stefanodilauro.net

Postato da: tremendanotte a gennaio 30, 2008 10:38 | link | commenti
stefano di lauro, orfeo euridice, ÒperÉ, arte e culutura

lunedì, 14 gennaio 2008
Un fiume in piena sotto la luna piena

Tour di cinque giorni di Yves Frémion in Italia

 

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Primo giorno (Roma, 8 gennaio 2008)

Yves Frémion arriva prima di noi. A via Asiago, davanti alla sede della radio, il parigino è puntualissimo, anzi in netto anticipo. Ci raggiunge al telefono: «Io sono qui, alla Rai, voi che fine avete fatto?».

Comincia così il tour dello scrittore francese che ha firmato con lo pseudonimo Colonel Durruti – insieme a Emmanuel Jouanne – la serie di noir che in Italia ha fatto il suo debutto con Ammazza un bastardo! (Edizioni Spartaco, 2007). Le tappe sono quasi canoniche: Roma, poi Milano e Bologna... Di più non si può, dopo cinque giorni la stanchezza prende il sopravvento.

 

Lui parla in francese, qualche volta riusciamo a comunicare in inglese, altrimenti mi fa da interprete Alessandro Bresolin (l’ottimo traduttore del libro). La prima sera a Roma, alla libreria Esquilibri, mi faccio una prima idea del tipo umano. Al tavolo, con Yves e Alessandro, c’è Michele De Mieri, giornalista, autore televisivo e radiofonico. Lui, lo scrittore, si fa strada quasi con timidezza, ma poi diventa un fiume in piena (sì, un «fiume un piena» ma di questo riparleremo più avanti): battute una dietro l’altra, provocazioni a tutto gas («ognuno di noi avrebbe qualche bastardo da ammazzare, io mi sono tolto la soddisfazione di farlo nella finzione letteraria»). Alcuni, tra il pubblico, capiscono il francese; altri devono aspettare la mediazione del traduttore, costretto a una fatica immane per tenere il passo spedito di Yves. Cena nei dintorni e whisky da intenditore in via dei Serpenti. Torno a piedi a casa di Marco – chi è Marco ve lo racconto un’altra volta – e dimentico la valigia: devo farmi prestare biancheria e maglia di ricambio (seconda figura di merda della giornata).

 

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Secondo giorno (tra Roma e Milano, 9 gennaio 2008)

Yves va a fare il turista con Alessandro. Io sbrigo qualche faccenda e scambio due parole con Marco. Yves è un appassionato espertissimo di fumetti, di illustrazioni di ogni genere, che colleziona nella sua casa in campagna nei dintorni di Parigi. Si appassiona alla Colonna Traiana, fumetto ante-litteram...

La casa in campagna... È quella stessa casa in cui Yves ed Emmanuel Jouanne si sono rinchiusi per undici giorni, sfidandosi a inventare personaggi e avvenimenti del loro libro. Non appena uno dei due si alzava dal tavolo, l’altro ce la metteva tutta per stupire con un nuovo personaggio... salvo poi accorgersi, poche pagine dopo, della morte della sua creatura per mano (o per la penna) del primo... Ecco come si scrive a quattro mani, un susseguirsi di sfide alternate...

 

Volo low cost da Ciampino, si atterra a Bergamo. Poi finalmente in albergo a Milano, stanza talmente stretta da non saper dove poggiare la piccola valigia...

 

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Terzo giorno (Milano, 10 gennaio 2008)

Ci incontriamo la mattina e decidiamo di visitare la mostra delle illustrazioni della Domenica del Corriere a Palazzo Reale. Bella esposizione, decenni di storia italiana, l’evoluzione – anche tecnica e giornalistica – di un periodico popolare... Poi, dopo pranzo, ci separiamo: io ho altri appuntamenti, Yves e Alessandro continuano a fare i turisti in quel di Milano. Ci rivediamo la sera per andare alla libreria Calusca City Light, accanto (o dentro) il Cox 18, centro sociale lungo i Navigli, da Totò.

 

Respiriamo un’atmosfera libertaria, la presentazione (orario previsto le 21.00, si inizia alle 22.00, a mezzanotte siamo ancora lì) è affollata, i convenuti partecipano e si divertono. Restiamo a chiacchierare a lungo, anche dopo la presentazione, e conosco gente interessante (come Carlo, che mi apre la mente su uno scrittore che potremmo pubblicare, e Roberto, che fa gli onori di casa).

 

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Quarto giorno (Bologna, 11 gennaio 2008)

Tra Milano e Bologna ci sono due ore di treno. Arriviamo nella città dotta giusto in tempo per infilarci in una trattoria. Dotta sì, ma anche grassa...

A Bologna incontriamo alcuni amici di Alessandro: Biaio (mi hanno detto di chiamarlo così, ma non so come si scrive), Erika, la Cri che ha aperto un negozietto di moda rock a due passi da piazza Verdi. Dopo pranzo Yves è stanco, anche io... «Vallo a raccontare a quelli che spingono i carrelli nelle miniere...», mi dice. Ma poi aggiunge che farebbe volentieri un riposino...

 

La libreria dove dobbiamo presentare il libro stasera non ha ancora ricevuto le copie dal distributore: soliti disguidi, solite incazzature, solita figura di merda...

Con queste premesse sono già rassegnato all’idea di una fine ingloriosa del tour di Yves in Italia.

Alla libreria Irnerio, invece, troviamo una bella atmosfera: del libro parlano Yves, Alessandro e Paolo Colagrande (che lo ha recensito sul Tuttolibri della Stampa, dopo averlo comprato da un libraio di Piacenza che glielo aveva consigliato e che io ringrazio: ce ne sono ancora, per fortuna, di librai che sappiano consigliare libri veri, che magari hanno anche letto, e non schede viste sui giornali). Il pubblico apprezza la simpatia di Yves, decidiamo di continuare a cena dalla Matta, una grande tavolata dove abbondano il buon cibo, il vino e l’allegria...

 

A proposito di allegria... Beppe è un abruzzese, vive a Bologna da un bel pezzo. La sua teoria del fiume che segue il suo corso, si divide e si ricongiunge per poi sboccare gioiosamente in mare polarizza la serata. Il suo esperimento del “tre” e del maniaco sessuale non fallisce. Il suo racconto di sangue e lune piene fa incazzare la Cinzia, ma ci fa morire... dal ridere.

 

Da Bologna torniamo con lo stato d’animo di cui avevamo bisogno. Grazie...

 

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Quinto giorno (da Bologna a Roma a Caserta, 12 gennaio 2008)

Oggi compio 39 anni. Sono in treno con Yves e Alessandro, discutiamo dei prossimi libri della serie, ipotizziamo titoli, studiamo la possibilità di mettere in piedi un bastard party con tanto di torte in faccia, inviti dal tono scherzosamente minaccioso... Decidiamo di rivederci, forse a giugno...

 

Roma, per me, è solo una breve tappa: giusto il tempo di pranzare con loro e rimettermi in treno per tornare a casa, a Caserta. Yves e Alessandro ripartono domani, spero di rivederli presto...

gilam

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Postato da: spartacolibri a gennaio 14, 2008 15:06 | link | commenti (1)
arte e culutura